TITANIC SALERNO
Stefano Amendola

"Solidale" con alcuni, "Mobile" nei parcheggi, "Pulita" dai rifiuti, fresca come l'acqua (Salerno Sistemi) e pura come il Latte (la celebre Centrale): questa la nuova Salerno vista attraverso le tante aziende pubbliche e miste, speciali e municipali; un rosario di società che dovrebbero renderci la vita comoda con una valanga di servizi, dal bus sotto casa (Cstp) al traghetto per la spiaggia (Salerno Marittima). Una marea di buone intenzioni infranta da subito sullo scoglio delle polemiche; tariffe contestate, poca chiarezza nei criteri d'assunzione,, quasi nessun investitore privato nelle "miste" dove invece abbondano ex-cooperative ed enti pubblici: grane che si aggiungono ai costi con cui queste aziende pesano sul
bilancio cittadino.
Il danno peggiore lo si è fatto poi creando un legame serratissimo tra queste realtà economiche e la politica; le società pubbliche o miste assomigliano sempre più a "ministeri", posti destinati ad uomini di fiducia del "potere": se a Milano i manager "municipali" hanno un curriculum ricco di IBM, Montedison, e Pirelli, da noi stravincono gli "emigrati" da partiti e sindacati, "scuole" dove la gestione aziendale non è certo specialità della casa.
Questa strada però non è a senso unico, sembrano possibili nuovi "esodi" per ritornare al primo amore, alla politica; alcuni manager già osservano, silenziosi e forse compiaciuti,  il proprio nome nella rosa dei possibili eredi di De Luca: qualcuno, stanco di bilanci e bisognoso di distrazioni, forse già sogna da sindaco, da assessore o da leader; nell'era post De Luca c'è posto davvero per tutti. Nulla di scandaloso o d'illegale, ci mancherebbe, si tratta di sogni innocenti,  ma un dubbio rimane: conviene proprio immergere tante aziende e tanti soldi pubblici nei mari tempestosi della politica, quando, in caso di "naufragio", non si potranno salvare né i bilanci né i lavoratori, trascinati a fondo insieme alla "nave Salerno". L'iceberg è lontano, sul nostro Titanic continua a ballare

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