"Solidale" con alcuni, "Mobile"
nei parcheggi, "Pulita" dai rifiuti, fresca come l'acqua (Salerno Sistemi)
e pura come il Latte (la celebre Centrale): questa la nuova Salerno vista
attraverso le tante aziende pubbliche e miste, speciali e municipali; un
rosario di società che dovrebbero renderci la vita comoda con una
valanga di servizi, dal bus sotto casa (Cstp) al traghetto per la spiaggia
(Salerno Marittima). Una marea di buone intenzioni infranta da subito sullo
scoglio delle polemiche; tariffe contestate, poca chiarezza nei criteri
d'assunzione,, quasi nessun investitore privato nelle "miste" dove invece
abbondano ex-cooperative ed enti pubblici: grane che si aggiungono ai costi
con cui queste aziende pesano sul
bilancio cittadino.
Il danno peggiore lo si
è fatto poi creando un legame serratissimo tra queste realtà
economiche e la politica; le società pubbliche o miste assomigliano
sempre più a "ministeri", posti destinati ad uomini di fiducia del
"potere": se a Milano i manager "municipali" hanno un curriculum ricco
di IBM, Montedison, e Pirelli, da noi stravincono gli "emigrati" da partiti
e sindacati, "scuole" dove la gestione aziendale non è certo specialità
della casa.
Questa strada però
non è a senso unico, sembrano possibili nuovi "esodi" per ritornare
al primo amore, alla politica; alcuni manager già osservano, silenziosi
e forse compiaciuti, il proprio nome nella rosa dei possibili eredi
di De Luca: qualcuno, stanco di bilanci e bisognoso di distrazioni, forse
già sogna da sindaco, da assessore o da leader; nell'era post De
Luca c'è posto davvero per tutti. Nulla di scandaloso o d'illegale,
ci mancherebbe, si tratta di sogni innocenti, ma un dubbio rimane:
conviene proprio immergere tante aziende e tanti soldi pubblici nei mari
tempestosi della politica, quando, in caso di "naufragio", non si potranno
salvare né i bilanci né i lavoratori, trascinati a fondo
insieme alla "nave Salerno". L'iceberg è lontano, sul nostro Titanic
continua a ballare