...nel frattempo...
Acquaiuò ma l'acqua è fresca?
Rossella Giunti

La rete idrica cavese è fortemente lesionata da tempo, più del 30 %
di acqua potabile si disperde nel terreno e dunque non si riesce a
coprire il fabbisogno. Per sopperire si è attinto ai pozzi, ma dopo
averlo fatto si è riscontrata una eccessiva concentrazione di
nitrati, tale da rendere inutilizzabile l'acqua per usi domestici.
Che cosa fare, allora? L'ufficio acquedotto già dall'estate sta
svolgendo lavori per deviare una condotta che orienterà verso la
zona occidentale altra acqua proveniente dal Cernicchiara,
mentre i tecnici della Salerno Sistemi e dell'Asis sono stati
interpellati sul da farsi e il Consorzio dell'Ausino ha assicurato la
realizzazione della terza condotta per la fine del 2000. In questa
molteplicità di progetti e speranze è lanciata una proposta dal
consigliere SDI Enzo Passa: privatizzare l'acquedotto metelliano in
modo da reperire i finanziamenti necessari al rifacimento della
rete idrica, chiudendo finalmente i pozzi e rendendo così
sufficiente la sola quantità d'acqua fornita dal consorzio
dell'Ausino e dotando la città di due tipi di condutture, una per
l'acqua potabile e l'altra, proveniente dai pozzi, per scopi non alimentari.
In proposito il consigliere di F.I. Gianpio De Rosa ha detto: "Sono
d'accordo con Passa, è una proposta intelligente, purché si tratti
di una vera privatizzazione in cui il Comune svolga solo una
funzione di controllo e non di gestione. Anche una società mista
potrebbe essere un valido strumento, al quale non ci siamo mai
opposti , purché ad un miglioramento della qualità dei servizi non
corrisponda un incremento dei costi, come invece oggi accade per
la S.E.T.A. Mi piace pensare che i governi della sinistra stiano
attuando i programmi del Polo." In ogni caso il cittadino cavese
per ora beve acqua minerale, cucina con l'acqua presa
direttamente alle fonti e continua a pagare la bolletta
all'acquedotto per la fornitura di acqua "potabile".
Ora l'allarme è rientrato: siamo al di sotto dei 49 milligrammi per litro,
ma cosa succederà quando, fra poco, l'Unione Europea abbasserà tali
limiti a 10? Forse la soluzione che a Cava si adotterà sarà utile strumento
allorquando altre città si troveranno a dover affrontare lo stesso problema.
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