questa lettera porterà
alla tua attenzione un problema grave, poco pubblicizzato dai media e poco
conosciuto dagli stessi parlamentari.
Sono un giovane dottore
commercialista. Ho sempre giudicato criticamente le regole per lo svolgimento
della libera professione in Italia spesso poco garantiste dei diritti dei
consumatori e dei giovaniche si vogliono avvicinare alla professione.
Oggi credo ci sia un disegno
politico per cancellare la mia professione a vantaggio non del consumatore,
non dei giovani ma di soggetti politici più forti dei liberi professionisti:
le organizzazioni di categoria e i sindacati. Infatti, il 22/12/98 è
stato firmato il patto sociale, il 23/12/98 è stato approvato il
Dlgs di riforma dell’assistenza fiscale che, tra l’altro, prevede: esclusivo
incarico ai Caaf dipendenti alla redazione dei 730 che da quest’anno è
stata ampliata a tutti i redditi tranne quelli di lavoro autonomo e impresa;
aumento del finanziamento pubblico ai Caaf; per ogni 730 prenderanno dallo
stato non più £.20.000 bensì £.25.000; creazione
di un nuovo soggetto il Caaf IMPRESE che potrà svolgere le medesime
prestazioni professionale del dottore commercialista nella consulenza alle
piccole e medie imprese, gestito dalle organizzazioni di categoria (…Confindustria,
Confartigianato, Confcommercio, ecc.). Ecco cosa ha previsto in cambio
la pace sociale firmata lo scorso 23 gennaio.
Un mercato di circa 1.000
miliardi per i sindacati (si prevedono circa nove milioni di 730 che tra
finanziamento pubblico e privato porterebbe il costo finale di ogni 730
a £.100.000) e altrettanti per le organizzazioni di categoria per
la consulenza alle piccole e medie imprese. In pratica con l’illuminato
Dlgs del 23/12/98 i Caaf hanno ottenuto esclusiva di mercato,
il finanziamento pubblico per la loro attività e, soprattutto, pericolosi
accordi di regime per la pace fiscale.
In cambio danno pace sociale
ed un controllo molto ampio al finanziamento pubblico ai partiti (ricordiamo
la scheda del quattro per mille da allegare alla dichiarazione fiscale).
Perché passare da un sistema iniquo, a volte troppo garantista di
interessi corporativi, ad un altro che lo è ancora di più,
togliendo competenze a professioni che le hanno sempre avute per REGALARLE
a chi non le ha assolutamente, ma ha il potere di far cadere i governi
?Ho sudato e studiato tantissimo per entrare nel sistema previdente ed
ora che ci sono riuscito, all’inizio della professione, scopro che è
stato tutto inutile, che se investivo soldi e tempo in un sindacato, oppure
in un partito politico, ora, magari ero direttore di un C.A.A.F.
Il problema è che
non avrei avuto né il tempo né la voglia di studiare e sarei
stato un pessimo fiscalista. Perché non dare a tutti la possibilità
di misurarsi in un regime di libera concorrenza dove delle associazioni
(magari gli Ordini) attestano la qualità e la formazione dei loro
iscritti, senza esclusive, senza finanziamenti pubblici, senza patti sociali?