...E FACCIAMOCI UNA BELLA MISTA...
Carmine Emilio Lanaro

La fine delle proroghe per il lavoratori socialmente utili (LSU), la fine di un progetto fallito che non dovrebbe mai più essere ripetuto, dovrebbe insegnare ai nostri comuni che non si risolve il problema della disoccupazione con le assunzioni nel “pubblico”. Purtroppo la lezione che sembra abbiano imparato i nostri cari amministratori è che la clientela fatta con l’affare LSU si può intensificare e perfezionare con le “Società Miste” tra cooperative (di amici?) ed enti pubblici per gestire aziende operanti nei servizi primari: trasporto, gas, acqua, parcheggi, ecc. Queste aziende non avrebbero e non hanno, nessun concorrente: 1 fornitore=1 prezzo “o mangi sta minestra...”.
Bilanci non controllabili (la stragrande maggioranza delle società esistenti hanno i conti in rosso), controllo sul prodotto erogato esclusivo e senza soluzione di continuità. Pur comprendendone i (pochi !) vantaggi,rappresentati ad esempio dall’avvio al lavoro di manodopera locale e l’aiuto, indiscutibile, sia economico (con i nostri soldi) che burocratico (con le amministrazioni sempre pagate da noi), perché non aprire una gara per la miglior idea imprenditoriale su quel servizio, dove, avendo impostato un regolamento valido per tutti (o quasi?)vincerebbe la migliore per qualità e prezzo? Inoltre applicando le stesse regole qualunque imprenditore privato potrebbe intraprendere la stessa attività creando una giusta concorrenza che non farebbe altro che abbassare il costo e migliorare il servizio. E perché non pensare di dare un termine alla compartecipazione pubblica “all’affare”. Dopo 2-4 anni l’ente cede le proprie quote raggiungendo più obbiettivi: guadagno dalla vendita (se è stata ben gestita), avvio al lavoro di disoccupati, aver fornito e impegnato la neo azienda a fornire, un buon servizio.
“Potevamo stupirvi con effetti speciali, abbiamo preferito la dura realtà”

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